L’arte del saper fare: pittura, design e materia in dialogo al Museo Ferruccio Lamborghini

La collaborazione con Zehnder continua con una nuova performance di pittura dal vivo, dove ceramica, tecnologia, design e gesto pittorico si incontrano per dare forma a un nuovo modo di abitare gli elementi tecnici.

Dal 19 al 23 settembre 2026, tecnologia, industria, artigianato, design e arte si incontreranno in un luogo particolarmente evocativo: il Museo Ferruccio Lamborghini, a Bologna.

È qui che la mia collaborazione con Zehnder continua con una nuova performance di pittura dal vivo.

Lunedì 21 e martedì 22 settembre sarò al lavoro all’interno di questo straordinario contesto, tra icone della tecnica, dell’industria e del design, per mettere in dialogo ambiti apparentemente diversi, ma accomunati da una stessa visione: l’arte del saper fare.

Per me, il saper fare nasce dall'incontro tra progetto, materia, tecnica ed esperienza.

E proprio questo sarà il centro della performance.

Quando un elemento tecnico diventa parte del progetto

La pittura entrerà in relazione con due superfici molto diverse: la ceramica e l’elemento radiante.

Il mio intervento avrà l’obiettivo di creare un unico pattern, facendo dialogare le due superfici fino a renderle parte di un’unica composizione.

Il calorifero perderà così la sua consueta connotazione tecnica per diventare, ai miei occhi, una tela bianca.

Una superficie sulla quale intervenire con lo stesso gesto pittorico che utilizzo sui tessuti, sulle pareti, sui mobili o sulla tela.

Non per nasconderlo.

Ma per trasformarlo.

Come accade con qualsiasi altro complemento d’arredo, anche l’elemento radiante può diventare unico e irripetibile: un oggetto da guardare, da contemplare, da inserire consapevolmente nell’architettura.

Non più un elemento tecnico da mimetizzare, ma un elemento di design da esibire.

La sua funzione rimane intatta, ma se ne aggiunge un’altra: quella del gioco del mimetismo, dell’illusione, della continuità visiva tra superfici differenti.

La pittura come parte del progetto

È un tema che porto avanti da molti anni.

Lavorando negli interni ho imparato quanto la pittura possa modificare la percezione di uno spazio, intervenendo non soltanto sulle pareti, ma anche su porte, mobili, tessuti, imbottiti e su quegli elementi tecnici che spesso vengono considerati estranei al progetto decorativo.

Gli elementi radianti, in particolare, sono ormai entrati a pieno titolo nel mondo dell’arredo: vengono nascosti, integrati, evidenziati.

La mia ricerca parte da una possibilità ulteriore:

farli diventare parte dell’immagine dell’ambiente.

La pittura, in questo senso, non è un’aggiunta finale.

È uno strumento progettuale.

Un elemento capace di mettere in relazione superfici, materiali e oggetti, creando continuità, contrasto oppure illusione.

Un antico gioco, reinterpretato con materiali contemporanei

Durante la performance utilizzerò l’antica tecnica del trompe-l’œil, portandola però su una superficie inedita: quella di un elemento radiante.

Al posto dell’intonaco e dei colori tradizionali, ci saranno una superficie tecnologica e colori di ultima generazione.

L’idea rimane quella antica: ingannare lo sguardo, creare una continuità tra ciò che è reale e ciò che appare.

Ma il linguaggio è contemporaneo.

In due giorni l’opera dovrà essere completata davanti al pubblico.

Non ci saranno possibilità di cancellare, nascondere o rimandare il gesto.

Ogni segno sarà definitivo.

È proprio qui che l’esperienza diventa parte dell’opera: la sicurezza del gesto, la capacità di prevedere il risultato, la conoscenza dei materiali e delle tecniche sono ciò che permette alla pittura di rimanere libera, vibrante e apparentemente spontanea.

Il gesto pittorico è unico, irripetibile, imperfetto e materico.

Ed è proprio questa imperfezione, quando è governata dall’esperienza, a dare vita a qualcosa che una superficie industriale non potrebbe avere da sola.

Dalla collezione PATINE a un nuovo dialogo

La performance nasce dalla collaborazione con Zehnder Group Italia e rappresenta un nuovo sviluppo della collezione PATINE, presentata lo scorso marzo all’interno dello showroom di Marta Goggi a Milano.

A questa collaborazione si aggiunge ora Herberia, creando un nuovo incontro tra elemento radiante e superficie ceramica.

È un passaggio che mi interessa particolarmente perché amplia il campo della mia ricerca: non più soltanto dipingere un oggetto, ma mettere in relazione più elementi attraverso la pittura.

Durante l’evento saranno inoltre presenti alcuni pezzi della nuova collezione che ho progettato, PAROLE ABITATE, dedicata agli imbottiti e ai tessili dipinti a mano.

Sarà quindi possibile osservare un ambiente nel quale tessili, gesto pittorico, superfici ceramiche ed elementi radianti convivono all’interno di un unico progetto.

Un piccolo esempio concreto di ciò che considero il vero valore della decorazione contemporanea:

non aggiungere qualcosa a un ambiente, ma creare connessioni tra ciò che già lo compone.

Vedere la pittura mentre accade

Una performance dal vivo permette di osservare qualcosa che normalmente rimane nascosto: il tempo necessario per trasformare una superficie.

Vedere il cantiere.

Seguire la preparazione.

Osservare il colore prendere forma.

Capire quanto tempo richiede un intervento pittorico.

E soprattutto vedere come un singolo elemento dipinto possa modificare la percezione di un ambiente.

È anche questo il motivo per cui considero importante lavorare davanti al pubblico.

Perché mostrare il gesto mentre accade significa raccontare concretamente che cosa può fare la pittura quando entra nel progetto d’interni.

Non soltanto decorare.

Interpretare, mettere in relazione, trasformare.

Dal 21 al 22 settembre, al Museo Ferruccio Lamborghini, sarà possibile vedere tutto questo accadere dal vivo.

Per conoscere il programma completo della manifestazione e le modalità di partecipazione:

[scopri il programma dell’evento]

La mia collaborazione con Zehnder continua.

E questa volta la pittura incontrerà la ceramica, la tecnologia e il design, in un luogo dedicato alla cultura del fare.

Un nuovo capitolo di una ricerca che parte dalla pittura e arriva all’abitare.

https://news.herberiaceramiche.it/blog/the-art-of-making-materia-design-e-cultura-del-fare-al-museo-ferruccio-lamborghini

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